Pharus Sicav Best Regulated Companies, il “fondo diesel” pronto a ripartire

Pharus Sicav Best Regulated Companies, il “fondo diesel” pronto a ripartire

Il comparto Pharus Sicav Best Regulated Companies, per le sue peculiarità, nel corretto orizzonte temporale recupererà il drawdown dei prezzi registrato negli ultimi mesi a causa della crisi sanitaria, poiché la fotografia degli utili riportati ed attesi colloca il settore delle utility in pole position per la ripartenza


La crisi sanitaria che ha contagiato anche i mercati finanziari non è ancora definitivamente alle spalle, ma stanno arrivando incoraggianti segnali di ripresa e ci sembra dunque doveroso fornire un aggiornamento sul comparto Pharus Sicav Best Regulated Companies.

Il fondo azionario si è difeso molto bene durante la fase più acuta della correzione, sovraperformando di circa un 10% gli equity globali e di circa il 20% gli altri fondi infrastrutturali (che, peraltro, restano negativi di circa il 25% da inizio anno). Dal grafico sottostante si può notare come il fondo stia ancora sovraperformando sia le azioni globali sia un ETF infrastrutture globali.

Sta invece attualmente mancando in parte il recupero registrato dagli azionari globali. La spiegazione potrebbe essere riconducibile alla natura bond proxy del prodotto, confermata da questo grafico che paragona il comparto ai fondi obbligazionari: il Pharus Sicav Best Regulated Companies è sceso come un bond Investment Grade o High Yield fino all'intervento d'emergenza della Fed, che ha risollevato i primi e, più lentamente, i secondi.

Va ricordata la peculiarità di questi titoli così unici nell'universo investibile: la decorrelazione rispetto ai cicli economici, che in questo caso si sta traducendo in decorrelazione rispetto agli indici azionari. Ma, nel lungo periodo, il valore intrinseco torna sempre ad essere espresso. Agli attuali prezzi scontati sarebbe un peccato non approfittare della situazione molto favorevole agli investimenti, dal momento che il valore è rimasto invece immutato su solidi fondamentali.

L'ultima stagione degli utili americana avvalora questa tesi: il settore delle utilities, che comprende le regolate, è uno dei pochissimi settori che durante questa crisi economica sta registrando crescite di utili (del 5-6% circa). Inoltre, sono praticamente l’unico settore che sta confermando una crescita degli utili e i dividendi anche per i prossimi trimestri, rendendo quasi inesistenti gli impatti del Covid-19. Sono segnali molto concreti da un punto di vista di qualità di business.

Infatti in portafoglio sono presenti titoli che attualmente vengono scambiati al 20% di distanza dai loro prezzi massimi di metà febbraio, evidenziando la distorsione tra crescite di utili riportate ed attese e prezzo, che ci si aspetta venga riassorbita nel lungo periodo.
Proprio quest’ultima è la parola chiave per chi vuole investire nel comparto: il suo andamento e la sua performance vanno valutati su un periodo minimo di 5 anni, che evitano di porre attenzione sulla lentezza di reazione del fondo, e sui conseguenti movimenti laterali tipici di un bond, e di badare invece al risultato a doppia cifra conseguibile nel tempo.

Riassumendo, i prezzi risaliranno sicuramente, considerando anche il livello molto interessante di Premio/Sconto di portafoglio sulla RAB, con alcuni titoli che sono stati anche scambiati a sconto sulla RAB durante i giorni di sell-off più volenti.

In uno scenario di pesanti interventi espansivi da parte delle principali Banche Centrali, in cui i tassi negativi resteranno per molto tempo ancora e gli Equity Risk Premium sono molto interessanti, i titoli del settore delle utilities regolamentate sono uno dei migliori compromessi, in termini di rapporto rischio rendimento atteso, che un investitore possa trovare in ambito equity.
Essendo azionari quotati, nel breve periodo possono risentire dei “mal di pancia” di tutto il mercato e far anche dubitare della loro bontà, ma con pazienza a più lungo termine rimangono garanzia di rendimento.


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