Le cronache di Bole | Dicembre 2020

Le cronache di Bole | Dicembre 2020

La volatilità come strategia per ogni stagione in Asia

 

Quando si tratta di strategie di volatilità, le storie horror dominano tra i fund selectors in Asia. Sono sempre state viste come fallimenti deflagranti o occasioni di perdita di ricchezza progressiva, e riuscire a portare avanti correttamente e in modo consistente strategie di volatilità in Asia, è stato a lungo considerato una missione impossibile, o almeno questo è ciò che la tradizione ci ha insegnato.

 

Impoverimento progressivo vs Fallimento

La sceneggiatura originale è sempre stata abbastanza diretta ed è stata raccontata a lungo in Asia. La massiva partecipazione di High Net Worth Individuals tramite i loro private bankers, che in via amichevole erano a caccia di “rendimento”, ha contribuito alla costruzione di un mercato di prodotti strutturati piuttosto unilaterale, spingendo la volatilità a un livello artificialmente basso e sottovalutando enormemente i rischi associati. Se si aggiunge la "Central Bank Put" dopo la grande crisi finanziaria, una strategia long volatility sembra essere un gioco da ragazzi, beh, purché non ci si “dissangui a morte” prima della scadenza della strategia. Il tempismo è davvero più un'arte che una scienza e chiudere la posizione in tempo per incassare il profitto, è un compito decisamente impegnativo.

 

D'altra parte e per la cronaca, sono stati soprattutto gli aspiranti investitori piuttosto che i vecchi maestri a bruciarsi le dita, lo short volatility sembrava essere la 'no fly zone' da quando gli operatori istituzionali hanno iniziato a trattare in Asia. Probabilmente tuttavia, e ciò sorprenderà molti, la chiusura di fondi volatility asiatici storicamente è stata principalmente la conseguenza di un'emorragia mortale combinata con un prosciugamento della liquidità, piuttosto che di fallimenti associati a picchi di volatilità. La “copertura del rischio di coda” è sempre stata una scusa per tentare di giustificare la propria persistenza nonostante le emorragie. Eppure quando anno dopo anno si è cercato di alimentare il salvadanaio con difficili momenti di raccolta, la maggior parte degli investitori ha perso il proprio interesse e la pazienza, innescando a loro volta un'altra spirale al ribasso.

E come se tutto questo non bastasse, ci troviamo nella terra dei prezzi creativi, soprattutto quando ci si affida principalmente ai mercati OTC, dove la liquidità è raramente presente quando serve.

 

Keep It Simple Stupid (KISS)

Detto questo, pensiamo che un buon alpha sia ancora presente nel settore della volatilità asiatica, con il buon vecchio "KISS" che rimane la migliore politica.

Per prima cosa, se anche il gestore ha bisogno di almeno una buona ora per spiegare la propria strategia, con una mole di diapositive complesse, utilizzando paroloni da secchione, come ci si può aspettare che i fund selectors si sentano a proprio agio nel comprendere tutti i rischi associati e, a loro volta, spiegarli bene ai loro clienti finali?

Tuttavia, se si pensa semplicemente alla volatilità come ad un asset class tipo l’azionario, tutto ciò di cui si ha bisogno è una certa dispersione per catturare valore relativo attraverso strumenti quotati. (Si noti che qui intendiamo dispersione in senso più ampio e non solo quella relativa alla volatilità)

 

La dispersione in realtà ... è ovunque

E nel contesto asiatico, la dispersione è davvero ovunque. Il nuovo mondo coraggioso post-COVID, la corsa alla supremazia tra Stati Uniti e Cina, per non parlare dei luoghi comuni che l'Occidente ha nei confronti delle economie locali e delle dinamiche di mercato che durano da decenni e sono sorprendentemente ancora esistenti, dovrebbero rendere qualsiasi modesta squadra cresciuta in casa, con competenze locali, un solido contendente, a condizione che non si metta tutte le uova nello stesso paniere, ma anzi si padroneggi il processo di controllo del rischio con disciplina.

Ultimo ma non meno importante, prevalente nella maggior parte delle strategie alpha asiatiche e soprattutto quando si tratta di volatilità, è la questione delle capacità. Mettiamo a verbale che il più grande "fallimento” di strategie di volatilità di manager asiatici non è stato altro che un semplice evento di liquidità. Mentre la strategia soffriva negli ultimi anni, è stata la sua dimensione rispetto al mercato che ha effettivamente innescato la sua stessa rovina. In un mercato in cui il giocatore più importante è un noto venditore forzato, chi sarà lì per salvarti, se non addirittura lì per darti quella "piccola spinta" verso la tua morte definitiva.

Mentre guardiamo al 2021, un anno di percepita 'grande ripresa' e 'normalizzazione', la storia ci insegna che nulla è prevedibile, e che tutto potrebbe essere ciò che non ci eravamo aspettati. L'unica certezza nella vita è il cambiamento stesso, e non c'è posto più eccitante dell'Asia per catturarlo per gli anni a venire.

 

La piattaforma Tripod BoLe

Si prefigge di potenziare i talenti di investimento emergenti asiatici e renderli accessibili ai clienti istituzionali globali. In collaborazione con il Gruppo Pharus in Europa e OPIM in Asia, aspiriamo a diventare il moderno ponte tra Oriente e Occidente, allineando gli interessi di tutti e facilitando l’efficienza dei flussi di investimento per il miglioramento dei mercati finanziari e dell'economia globale.


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