Investimenti: come strutturare un portafoglio pronto ad affrontare venti da ogni parte

Investimenti: come strutturare un portafoglio pronto ad affrontare venti da ogni parte

Per proteggere il capitale e farlo crescere nel tempo, il nostro team di wealth management propone gli all weather portfolio, capaci di affrontare le diverse stagioni dei mercati finanziari

 

Equilibrio. Una parola preziosa non solo per la vita, ma anche per gli investimenti. Una buona base di partenza per costruire portafogli robusti e non sbilanciati anche durante le tempeste finanziarie, che massimizzino i rendimenti e minimizzino i rischi nel lungo periodo, è il modello “All Weather” che Pharus propone per far fronte alle diverse stagioni dei mercati.

Il patrimonio può essere visto come un organismo: senza le dovute cure può indebolirsi, rimanere ferito o contrarre una grave malattia. Una lezione ripetuta anche dalla recente crisi Covid-19, che ha imposto un nuovo paradigma di vita.
Un motivo di preoccupazione basilare per gli investitori è dato dagli asset finanziari in calo. In molti pensano che sia meglio salvaguardare i propri risparmi piuttosto che investirli, commettendo l’errore di non considerare il capitale con una prospettiva più ampia: in passato il potere di acquisto si dimezzava in una ventina d’anni con solo il 2% di inflazione, oggi non sarebbe diverso con i tassi negativi attuali.
Il più delle volte gli investitori si lasciano bloccare da tre dilemmi senza soluzione: “Perché dovrei investire? Per chi potrei investire? E in cosa dovrei investire?“

Scende dunque in campo la figura del Wealth Manager che, oltre a favorire la conoscenza della materia, sta diventando prima di tutto un educatore finanziario:

  • fa emergere il bisogno di tutela della persona e del relativo patrimonio;
  • supporta a livello emozionale/comportamentale ed educa alla pazienza;
  • misura l’avversione alle perdite del cliente;
  • condivide con lui le scelte per una pianificazione finanziaria che rifletta i suoi obiettivi e in linea con il suo profilo di rischio;
  • aiuta a comprendere che il guadagno e il tempo sono strettamente collegati agli obiettivi di investimento prefissati;
  • gli ricorda il caposaldo della diversificazione – geografica, settoriale e per strumenti finanziari – per l’ottimizzazione di portafoglio e fiscale di guadagni ed eventuali perdite;
  • supporta periodicamente nel monitoraggio del portafoglio;
  • conduce alla gestione del passaggio generazionale.

Adotta dunque un approccio top-down, che inizia dall'identificazione dei valori fondamentali e della visione della vita del cliente, prosegue con la decisione condivisa degli obiettivi di investimento e con la pianificazione finanziaria e finisce con la realizzazione dell'asset allocation strutturale che risponda alle personali esigenze di vita del cliente, evitandogli di cadere nelle trappole mentali studiate dalla finanza comportamentale (ad esempio l’home bias, l’information overload, il present bias e l’effetto disposizione).

L’allocazione sarà “di più ampio respiro”, formulata per navigare in equilibrio in ogni fase di mercato, nel lungo periodo, perché, a differenza degli speculatori, i wealth managers sono sempre investiti e calibrano opportunisticamente solo i pesi delle varie asset class in portafoglio, muovendo la componente tattica (solitamente il 10% sul portafoglio totale) per generare un extra-rendimento.

Il nostro team di Wealth Managers, si concentra su crescita, inflazione e tassi d’interesse come variabili fondamentali del mercato e individua quali possono essere gli strumenti che funzionano bene nelle varie fasi.
I vari mattoni vengono poi combinati in modo che, in base ai dati storici disponibili, il portafoglio possa reggere a qualunque scenario, a qualunque vento.
Inevitabilmente, nei diversi cicli del mercato, alcuni settori del portafoglio performeranno bene, altri meno, ma il capitale verrà protetto e, anzi, crescerà nel tempo, preservando il potere di acquisto.

Di seguito una rappresentazione grafica del portafoglio modello “All Weather”, che riassume l’assunto: “Mentre la correlazione tra asset class è intrinsecamente instabile, la relazione delle asset class con gli ambienti economici è consistente nel tempo. Guardando alla storia, ogni investimento ha un ambiente ideale in cui proliferare. C’è una stagione per ogni cosa”.
La ricetta di base vuole dunque allocato il 25% del rischio su ogni quadrante.
Per prima cosa si ha bisogno di un 40% in azioni prevalentemente Usa, poi titoli governativi a lunga scadenza: 15% a medio termine (da 7 a 10 anni) e 30% a lungo termine (20-25 anni), perché contrastano la volatilità delle azioni.
Per concludere, fino al 5% in oro e fino al 5% in materie prime, 10% cash affinché il portafoglio continui a performare bene anche se l’inflazione accelera.

Fonte: Rielaborazione Gabriele Turissini, €FA Private Banker in Fideuram, su spunti del libro "Soldi. Domina il gioco. Sette semplici passi per la libertà finanziaria" di Anthony Robbins


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