Volatilità da cogliere

17 Gennaio 2022 _ News

Volatilità da cogliere

Per paura delle incertezze legate al Covid, la FED ed il governo americano hanno inondato, nel 2020 e nel 2021, il mercato di liquidità. Il 2022 rappresenta l’anno del passaggio dalla pandemia all’endemia, segnando una nuova capacità di convivere con il virus, gestendolo nella naturalità delle economie, e richiede quindi il rientro a una normalità monetaria. 

Questo rientro è favorito da un contesto positivo, caratterizzato da forte crescita economica, come evidenziato dal GDP al +6.9% rispetto alle attese al +5.5%, da un mercato del lavoro in recupero con conseguente tasso di disoccupazione sui minimi degli ultimi anni, e da una forte stabilità finanziaria. 

Il rientro alla normalità monetaria permetterebbe anche di gestire l’attuale problema principale della FED: l’inflazione, ed in particolare l’inflazione attesa, che se non gestita correttamente potrebbe comportare la creazione di spirali dei salari. I minutes della FED di inizio Gennaio hanno evidenziato come alcuni membri del FOMC vogliano iniziare già questa primavera, cioè poco dopo il primo aumento del tasso, a ridurre il bilancio di almeno $ 100 miliardi al mese, con un importo totale target di almeno $ 1,5 trilioni. Il mercato ha reagito con un incremento della volatilità e con correzioni soprattutto sul comparto tecnologico. 

Il più recente meeting della FED ha confermato la volontà della Banca Centrale americana di procedere nella riduzione di bilancio, nonostante il Presidente Powell non sia stato chiaro nello stabilire l’agenda degli interventi previsti, poiché ritiene che saranno i prossimi dati macro ad imprimere il ritmo al rialzo dei tassi ed alla riduzione del bilancio. Powell ha inoltre sottolineato che la riduzione di bilancio verrà attuata tramite ridimensionamento dei reinvestimenti piuttosto che attraverso vendite di asset. Inoltre si procederà soprattutto attraverso MBS piuttosto che Treasury, con la finalità di raffreddare il mercato immobiliare, in particolare gli affitti. Il Presidente degli Stati Uniti ha inoltre sottolineato di non attendersi un impatto del rialzo tassi sul mercato del lavoro che, a suo dire, gode di buona salute. Infine ha aggiunto che il possibile calo dei prezzi degli asset (leggasi azionario) non rappresenta una minaccia per famiglie e imprese, in quanto attualmente godono di condizioni finanziarie migliori rispetto al passato. 

In conclusione, la riduzione di asset prevista non deve spaventare, dato che i 1.5 trilioni di dollari citati come possibile ammontare da ridurre a bilancio sono equivalenti alla quantità di "liquidità in eccesso" che torna alla Fed ogni giorno attraverso il Reverse Repo Facility. 85 partecipanti hanno collocato 1,62 trilioni di dollari presso la struttura di accordo di riacquisto inverso notturno della Fed, in cui le controparti, come i fondi del mercato monetario, possono collocare contanti. 

In questo periodo riteniamo invece sia necessario focalizzarsi sulle opportunità di investimento di medio e lungo periodo che si stanno creando, in particolare fra le aziende tecnologiche, che nonostante utili consistenti presentano valutazioni a sconto a seguito delle recenti correzioni.

 

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