Pharus Sicav Best Regulated Companies: il Next Generation EU gli ha messo le ali

Pharus Sicav Best Regulated Companies: il Next Generation EU gli ha messo le ali

La presentazione del Recovery Fund da parte della Commissione Europea, per sostenere finanziariamente la ripresa dei Paesi membri post emergenza Covid-19, ha dato gas al settore delle infrastrutture regolate e al relativo comparto tematico

 

Il Covid-19 non ha solo colpito il sistema sanitario europeo, ma ha profondamente minacciato il delicato equilibrio economico dei singoli Stati dell’Unione. I membri della Commissione Europea lo sanno bene, e – nonostante i singoli obiettivi non fossero sempre concordi – sono riusciti a portare avanti un progetto che avesse un pensiero comune: Europa unita nella ripartenza. Ed ecco lo strumento proposto in Parlamento per ripartire: il Next Generation EU, un Recovery Fund da 750 miliardi di euro. Alla base della proposta c’è la volontà di assicurare un sistema economico più equo e dare nuova linfa vitale al mercato unico, con un occhio di riguardo verso gli investimenti votati alla digitalizzazione e al Green Deal. Dei 750 miliardi, 250 verranno dati agli Stati membri come finanziamenti e il restanti 500 saranno erogati a fondo perduto. I fondi necessari per l’operazione sono stati stanziati dalla Commissione Europea per la prima volta tramite titoli di debito comune – un prestito da estinguere “non prima del 2028 e non oltre il 2058” – emessi grazie a un solido rating di base e in grado di raggiungere momentaneamente un budget pari al 2% del PIL UE. Un obiettivo non da poco quello che si è dato la Commissione Europea, per il quale occorre al più presto una intesa politica: il prossimo passo è l’approvazione da parte del Consiglio Europeo a luglio.

Dunque, una serie di settori sono più direttamente esposti ai piani di investimento – diretti e indiretti – dell'UE, tra cui le utility, in particolare le energie rinnovabili come l’idrogeno, e le infrastrutture regolate, impegnate nella transizione energetica e nell'implementazione delle smart grids, in cui investe il Pharus Sicav Best Regulated Companies che, dopo la presentazione del piano, ha subito registrato un rimbalzo dei titoli europei in portafoglio.

Da sottolineare come uno degli elementi di maggiore novità – e quindi ritenuto forse il più importante all'interno del documento – è la centralità attribuita al ruolo dell'idrogeno verde, identificato per la prima volta in un documento ufficiale come vero e probabilmente unico elemento complementare all'energia elettrica. Questo potrebbe portare molti investitori a rivalutare l'importanza della rete gas (che hagià dimostrato di riuscire a trasportarlo) e che potrebbe dunque beneficiare anche di importanti investimenti di conversione e adattamento per trasportare la nuova fonte di energia.

Verrà dunque data priorità all'European Green Deal, che si concentrerà su:

  • Just Transition Fund: potenziare il Fondo di sostegno statale e regionale per agevolare il raggiungimento di neutralità carbonica;
  • Energie rinnovabili: sviluppo di progetti per aprirsi alla nuova economia dell’idrogeno verde e consolidare le principali fonti di energia (in particolare solare ed eolica);
  • Trasporti a zero emissioni: distribuzione di una fitta rete di colonnine di ricarica auto elettriche e agevolare gli spostamenti su rotaia a livello europeo;
  • Nuove infrastrutture: rinnovare gli edifici e generare un sistema economico più circolare, con nuovi posti di lavoro nei contesti più locali;
  • Reskilling: sistema di riqualificazione professionale che aiuti i lavoratori a procurarsi nuove mansioni – in linea con il progresso tecnologico e informatico – e permetta alle imprese di ricavare nuove opportunità di investimento.

Per tutti questi motivi, secondo il team di gestione del comparto, il progetto sosterrà parecchio il settore e l’ultimo fondo nato in casa Pharus nel lungo termine.


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